mercoledì 28 gennaio 2015

Alfredo Salvi - Da: "Porti con te il segreto"




                                                                                 
Da: "Porti con te il segreto" di A.S.
Nuovi volti si affacciavano tra le viuzze di via Felice Cavallotti, dove il sole fatica a solleticar case dalle tegole bagnate, inscatolate da pareti grigie, persiane chiuse, dalle orecchie sempre attente a catå sü confidenze soffiate a cassapanche altrui.
Il remissivo lungolago,ombreggiato dai platani centenari, custodi discreti di baci e promesse rubate all'ipocrisia di chi vive in quel paese dove:"...al fin l'Italia frena...".
Eh sì, tante cose erano cambiate, alcune per sempre, altre sparite come certi Personaggi, unici , straordinari, come le onde del lago quando giocavano con i piedi dei bambini...al Lido, in un giorno qualsiasi di soli lontani.

giovedì 22 gennaio 2015

Maccagno Voldomino e Germignaga visti da Vittorio Gobbato

Prosegue la rassegna di opere di Vittorio Gobbato. Oggi pubblichiamo alcuni disegni che riproducono angoli di tre luoghi del luinese: Maccagno, Voldomino e Germignaga.
Per ulteriori informazioni www.aisuversoitaca.it





























venerdì 16 gennaio 2015

Vittorio Gobbato

L'amore verso il luogo dove si è nati o si vive si può esprimere in tanti modi. Certamente renderlo attraverso il disegno sapendo trasmettere le emozioni e le atmosfere richiede un'insolita capacità. Vittorio Gobbato lo sa fare con naturalezza e spontaneità. Apriamo questa rubrica con i suoi disegni di Luino e dintorni. Autodidatta Vittorio Gobbato ha partecipato a diversi concorsi di estemporanee e mostre personali classificandosi spesso tra i primi posti e vincendo numerosi premi. Ma solo raggiungendo l'età della pensione ha ottenuto tutto il tempo necessario da dedicare a questa sua naturale inclinazione Allo stesso modo, sempre per passione, ama suonare la batteria, in una band di jazz classico la " SPIDER BRASS BAND". L'invito a inviare disegni di altri luoghi potrebbe aprirci a un singolare e simpatico modo di dialogare



San Michele
















martedì 13 gennaio 2015

"La Picheta" tratto dai "Racconti delle Valli" a cura del prof. Emilio Rossi

lunedì 5 gennaio 2015

Corso di italiano per stranieri

Anche quest'anno AISU organizza un corso di italiano
per stranieri. Il corso è gratuito e si tiene, a partire dal 13 gennaio, presso la Biblioteca Civica di Villa Hussy a Luino, piazza Risorgimento 2. Per informazioni telefonare al n. 3356348816,  www.aisuvesoitaca.it




martedì 11 novembre 2014

DUMENZA LA MADONNA DI TREZZO: UN SANTUARIO ANTICO, META DI UNA SECOLARE DEVOZIONE



DUMENZA

LA MADONNA DI TREZZO:
UN SANTUARIO ANTICO, META DI UNA SECOLARE DEVOZIONE

Dalla frazione Trezzino, attraverso una scalinata, contrassegnata da tredici cappelle della via crucis, si giunge a mezza costa sul sentiero che porta al valico di Cavagnino, ora impresenziato, ma nel secolo scorso nodo focale per il controllo degli spalloni che nottetempo cercavano di eludere la sorveglianza delle guardie di confine. Ed eccolo lì, ai margini del bosco,  il santuario di Trezzo, col campanile che gli svetta accanto, da più di cinquecento anni solitaria vedetta sulla dorsale del monte.



Da lunga data, in occasione del ferragosto, la chiesa è meta di escursioni estive, legate ad una devozione mariana che si radica in un passato lontano. Secondo la tradizione orale, infatti, durante la pestilenza del 1348, una giovane sordomuta che pascolava le capre in quel luogo, avrebbe avuto una visione nella quale la Madonna la esortava a scendere al villaggio per raccomandare a tutti preghiera e penitenza, ritenuti allora unici antidoti al terribile morbo. Dalla leggenda alla realtà storica trascorsero quasi duecento anni. I documenti attestano che il santuario fu consacrato il 29 aprile 1526 da Mons. Francesco Landino, vescovo di Laodicea, ma suffraganeo del metropolita di Milano, Ippolito II d’Este. Nelle sue peregrinazioni nelle località più sperdute della diocesi, S. Carlo non mancò di visitare la chiesa nel 1574 e, quattro anni dopo, il suo delegato, Mons. Bernardino Taruggi, a seguito di un’accurata ricognizione, ne ordinò la trasformazione in stile barocco. 


Accanto alla chiesa sorgeva un tempo un cenobio di monach benedettine,         che vivevano di questua e del lavoro dei campi, ma nel 1567, il vescovo Gerolamo Politi, delegato di S. Carlo, fu costretto a sopprimerlo. Infatti, era nata una controversia tra le due professe che guidavano le altre quattro converse, donna Laura e la badessa, Anna de Daverio. Quest’ultima, a seguito delle angherie subite, era fuggita e si era rifugiata sotto la protezione della contessa Rusca di Luino.Per questo l’antico affresco che troneggia sull’altare rappresenta la Vergine delle grazie che accoglie sotto il suo manto, sostenuto da due angeli, a destra le monache e a sinistra il cappellano con alcuni fedeli. Sotto l’altare inoltre si trova un’urna con il Cristo morto, statua policroma secentesca in legno di fico.



Anche dalla vicina Svizzera ogni anno si ripete, in occasione della festa del 15 agosto, un pellegrinaggio a ricordo di un miracolo di cui fu beneficiario nel 1798 un certo Francesco Zanetti di Astano, malato di tubercolosi e guarito improvvisamente dopo aver assistito alla Messa nel santuario.


Altare laterale

Un luogo dello spirito dove, tra ombrosi castagni, una fresca fonte, davanti all’ingresso principale, sembra invitarti ad una purificazione sacrale, prima di immergerti nella suggestiva atmosfera di un tempio, testimonianza di una fede semplice e genuina perpetuatasi nei secoli fino ad oggi.
                                                                                                                                                            
                                                                                                                              Emilio Rossi